Cittadini da spremere, anche durante la crisi

Su una cosa siamo tutti d’accordo. Le due priorità assolute sono salvaguardare la salute dei cittadini e tutelarne le finanze, evitando che la situazione degeneri. E’ evidente che la fase più difficile di questa vicenda non la stiamo vivendo ora, ma la vedremo probabilmente fra qualche mese, quando gli effetti della pandemia sull’economia globale si tradurranno in licenziamenti, fallimenti, conti correnti azzerati. A fronte di tutto ciò, anziché concentrarsi su soluzioni per rimettere in piedi il Paese e dare una speranza ai cittadini prima che perdano, oltreché il posto di lavoro, il senno, lo Stato Centrale si preoccupa di come tutelare le sue entrate giocando sulla debolezza delle persone.

Ebbene sì, nonostante l’articolo 47 della tanto idolatrata Costituzione tuteli il risparmio, la task force capeggiata da Vittorio Colao sembra voglia inserire nella tabella relativa alla Fase 2 anche il codice Ateco 92, riguardante le “Attività di lotterie, scommesse, case da gioco”. Non è ancora certo che avverrà, vista la reazione che subito si è scatenata da parte di molti. Ma l’intenzione sembra esserci. D’altronde l’introito che viene dal gioco d’azzardo è cospicuo.

Considerate che nel 2018 sono stati spesi 19 miliardi di euro in concorsi vari e scommesse, dei quali il 62,6 % delle entrate proviene proprio da videopoker e slot machine. Da notare anche come, in un perverso ragionamento, lo stato ha pensato di combattere il gioco d’azzardo non attraverso divieti, limiti e assistenza psicologica alle persone affette da ludopatia, ma attraverso l’aumento del livello di tassazione sui soldi scommessi dai cittadini, ora arrivato al 55,2% del totale giocato.

In questo modo, dei 18 miliardi di euro che gli italiani hanno buttato via nei vari giochi e nelle varie lotterie, circa 10 sono finiti direttamente nelle casse dello Stato.

Credo sia imbarazzante vedere come lo Stato che per primo dovrebbe occuparsi di evitare che i cittadini, presi dalla disperazione, ricorrano al gioco indebitandosi ulteriormente, approfitti proprio di queste debolezze per trarne vantaggio, oltre al fatto che in questo momento non sono certo le slot machine la priorità, e che sono proprio questi gli ambienti dove si crea il maggior assembramento di persone.

Quello di cui le persone hanno bisogno ora è un chiaro percorso di ripresa delle attività economiche in totale sicurezza, non certo di un banco di scommessa.

Partito dei Veneti – Sezione di Verona

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