Cesare Busetto è il nuovo Segretario politico del Partito dei Veneti

L’Associazione Partito dei Veneti, (che già aveva dato vita a quel comitato, oggi disciolto, presentatosi alle recenti votazioni riunendo una compagine di diverse sigle), ha rinnovato al proprio interno tutte le cariche direttive e con l’occasione tracciato un programma di lavoro per il prossimo
futuro.

Il prof. Stefano Zecchi, all’unanimità proposto come Presidente Onorario del Partito dei Veneti, neo consigliere comunale PdV a Venezia, rilancia l’idea della necessità in Veneto del partito del territorio, “Serve un partito che sia vocato nello specifico agli interessi locali, che dialoghi con tutte le forze in campo, con le istituzioni, con le associazioni e con la cittadinanza e ne porti avanti le istanze”.

L’Assemblea ha individuato nella persona di Cesare Busetto, 49 anni, libero professionista di Mestre, il ruolo di Segretario e Portavoce, ruoli che lo impegneranno fino al Congresso del partito, previsto verso la fine di quest’anno.
Accettando l’incarico ha ribadito: “Sono onorato di quanto amici e soci hanno proposto al sottoscritto, sicuramente avremo molto lavoro da svolgere soprattutto sul territorio e a contatto diretto col Popolo Veneto. Oggi questa pandemia non ha solo seminato lutti e sofferenza ma ha anche drasticamente modificato le nostre abitudini ed inciso profondamente sulla vita sociale e relazionale di ognuno di noi, senza contare il disastro economico creatosi. Ecco che, mai come adesso, per fare politica, per rispondere a queste emergenze, si devono utilizzare nuovi schemi, nuovi strumenti, bisogna essere in grado di parlare nuovi linguaggi ed essere capaci di aprirsi ad altro elettorato. Percorsi, slogan e strategie utilizzate in passato, soprattutto nei movimenti e partiti autonomisti – indipendentisti, sono ora molte volte improponibili o difficilmente attuabili.
Lavoreremo da subito su alcuni grandi temi come quello ad esempio di “Venezia Città Stato/Venezia Capitale d’Europa”, l’area metropolitana conta poco meno di un milione di abitanti e già stiamo progettando, col fondamentale apporto del prof Zecchi, delle importanti iniziative in tal senso. Questo deve essere il punto di partenza per una sorta di “lotta di liberazione” che coinvolga il Veneto intero, da farsi nell’alveo della legalità, in un percorso pacifico e col massimo dialogo verso tutte le altre forze politiche, ricercando il più possibile un appoggio trasversale alle nostre iniziative.

Altrettanto sapremo essere critici e fermi nel condannare l’inefficienza altrui, consapevoli di rappresentare quotidianamente con orgoglio quegli oltre due milioni di veneti che si sono espressi, oramai più di tre anni fa, sul referendum autonomista. Sapremo essere sentinelle vigili di una Democrazia negata e sempre più relegata alla dimensione dell’oblio dallo Stato italiano.
Di inedia si può anche morire e non intendiamo restare a guardare passivamente la fine del nostro Popolo!

Abbiamo la forza di essere presenti su tutte le province della Regione, ed in molti Comuni, rappresentanti del Partito dei Veneti ricoprono ruoli di consigliere o assessore, lavoreremo da subito per incrementare il loro numero alle prossime elezioni amministrative”.

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